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L'impegno di Giasim

giovedì 25 giugno 2009

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il Buondì dei Bambini

Mettere insieme quattro cucchiai di buona volontà
due grammi di pazienza
un pizzico di speranza
una dose di buona fede.
Aggiungete una misura di tolleranza
due manciate di umiltà
una spruzzatina di simpatia
un poco di prudenza
una larga quantità di buonumore.
Condite il tutto con molto buon senso,
lasciate cuocere a fuoco lento e avrete una ……….
BUONA GIORNATA!!!

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I Bambini Scrivono, ...Giasim Risponde

Aspetto tante Letterine

Aspetto tante Letterine
simona.giasim.dagata@gmail.com


Filastrocca di primavera
più lungo è il giorno, più dolce la sera.
Domani forse tra l'erbetta
spunterà la prima violetta.
Oh prima viola fresca e nuova
beato il primo che ti trova,
il tuo profumo gli dirà,
la primavera è giunta, è qua.



Con la dolce stagione,
l'acqua, cede il posto al sole...
La natura si tinge di verde
Le farfalline tornano fuori
con le ali splendide di bei colori.
aspettavano la primavera
per poi volare dall’alba a sera,
aspettavamo ali e colori
per poi volare tra l’erba e i fiori.


VISITATE IL NOSTRO SITO:

www.giasim.it

Giasim collabora con l'Associazione Ricreativa Nos Society

www.nosociety.it



“Parlami ed io dimenticherò.

Insegnami ed io ricorderò.

Fammi partecipare ed io imparerò.”

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I bambini nella guerra(filastrocca di Paola Durantini)

I bambini nella guerra,
non han sogni,
non han pace,
son tranquilli solo quando
non c’è tuono e tutto tace.

Sol la pace e mai la guerra
per i bimbi sulla terra!

I bambini nella guerra,
non conoscono l’amore;
han soltanto la certezza
della fame e del dolore.

Sol la pace e mai la guerra
per i bimbi sulla terra!


I bambini nella guerra
son coperti sol con straccio,
ma talvolta a lor non serve…
senza gamba o senza braccio

Sol la pace e mai la guerra
per i bimbi sulla terra!


I bambini nella guerra
non han padre, ne fratelli,
ed abbracciano soltanto
il fucile ed i coltelli.

Sol la pace e mai la guerra
per i bimbi sulla terra!

I bambini nella guerra
hanno perso il lor candore
e conoscono a memoria
della morte il brutto odore.


Sol la pace e mai la guerra
per i bimbi sulla terra!

Fa il bene

L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA' IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI
Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA' IL BENE
L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO
Quello che per anni hai costruito
può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI
Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA
Da' al mondo il meglio di te,
e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE





Sensibilizzazione... verso il buon senso

Le difficoltà che i disabili affrontano quotidianamente
sono molte e non è il caso che,
alle barriere architettoniche,
si vadano ad aggiungere anche
automobilisti assai poco rispettosi.
Quindi, PENSATECI sempre anche voi
prima di occupare un posto riservato ai disabili
e SIATE CIVILI, non ci viene richiesto
un particolare sacrificio
ma solamente un pò di buon senso.

PSICOMOTRICITA'

Realizziamo interventi di Aiuto
psicomotorio individuale
o di piccolo gruppo per bambini
che presentano difficoltà
e ritardi dello sviluppo
o patologie psicomotorie.

Per fare tutto ciò
usiamo dei contenuti ben precisi:

• Analisi della domanda,
prima osservazione e presa in carico.

• Il setting dell'Aiuto psicomotorio.

• Giochi sensomotori, simbolici,
di rassicurazione profonda e di rappresentazione.

• L'unità corporea, l'immagine del corpo.

La pratica psicomotoria utilizza il gioco spontaneo,
il movimento, l'azione e la rappresentazione
perchè è tramite l'azione e il piacere
che essa genera, che il bambino
scopre può conoscere, sperimentare,
dando libero sfogo alle proprie
abilità creative e fantastiche.
Lo scopo primario è quello di
sensibilizzare i bambini all’uso del linguaggio del corpo come strumento di comunicazione.

Nella parte diagnostica e d’intervento,
le difficoltà che vengono trattate sono:
• ritardo psicomotorio ed instabilità psicomotoria
• difficoltà nel lasciare il segno grafico
• disordini dell’espressione verbale ed alcune difficoltà nel linguaggio
• tensioni e disagi a base affettivo-emozionale che si manifestano nel corpo
• manifestazioni corporee di un disagio nella relazione: aggressività ed impulsività
• difficoltà di attenzione, concentrazione
ed iperattività




Musicoterapia

In Italia la musicoterapia iniziò a diffondersi negli anni '80,
e la Toscana si è dimostrata la regione
più interessata a questo tipo di terapia,
favorendo la creazione di una qualifica professionale,
corsi di formazione riconosciuti ed il dialogo con associazioni specifiche del settore.
La Musicoterapia è presente nel territorio provinciale di Firenze attraverso interventi di Musicoterapia presso scuole, ospedali, case di riposo, centri per persone diversamente abili e centri di riabilitazione.
Le attività di Musicoterapia sono utilizzate anche all'Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi nel Reparto di Neuropsichiatria Infantile.
In Sicilia esistono Corsi di Formazione triennale per acquisire le competenze necessarie alla messa in atto di questa disciplina, ma ancora non si sono riusciti a creare molti interventi nelle strutture pubbliche come invece è già stato fatto nel nord Italia.
Questo purtroppo limita il vero risultato di benessere alla persona che la Musicoterapia procura!

Cos'è la Musicoterapia?
La Musicoterapia è una disciplina che utilizza il suono, la musica e il movimento per migliorare
e mantenere il benessere psicofisico.
In Musicoterapia il movimento, i suoni prodotti dalla voce e dal corpo, le composizioni musicali vengono utilizzati per aprire nuovi canali di comunicazione ed espressione dei propri sentimenti in un contesto di ascolto e rispetto delle diversità.
La Musicoterapia ha la finalità di fornire la consapevolezza delle risorse che il linguaggio musicale offre in ambito affettivo-relazionale, cognitivo e psicomotorio. “Suono” inteso come l’intero universo sonoro e cioè: ritmo, movimento, vocalità, libertà creatività, dunque benessere. Le strategie di intervento sono intese a potenziare le condotte musicali spontanee, con lo scopo di migliorare la motivazione, il benessere, l‘autocontrollo e il coordinamento motorio, nonché nella prospettiva di valorizzare abilità latenti che possano integrare il singolo nelle attività di gruppo. Lo sviluppo di attività di ricezione e produzione musicale, adattate alle capacità e alle modalità di apprendimento dei differenti soggetti, innestano processi cognitivi a differenti gradi di complessità, che hanno precise analogie con le forme del pensiero cognitivo.

Quali sono i campi d'intervento?
I campi d'intervento a livello Preventivo sono:
-preparazione al parto
-primissima infanzia
-scuola di ogni ordine e grado
-benessere e crescita personale

Intervento a livello Riabilitativo:
-deficit mentale
-deficit motorio
-plurihandicap

Intervento a livello Terapeutico:
-autismo
-psicosinevrosi
-pazienti psicosomatici
-pazienti oncologici
-pazienti terminali
-pazienti in coma
-terapia della famiglia
La musicoterapia viene applicata attraverso due metodologie:
musicoterapia ricettiva o passiva , con l’ascolto di musica registrata scelta dal paziente o programmata dal terapeuta;
musicoterapia attiva , in cui la musica è creata dal paziente attraverso strumenti musicali, suoni e rumori emessi dal paziente.




Stessi sorrisi...Stessi giochi!...

Stessi sorrisi...Stessi giochi!...

Lo sapevi che....

LAVORO:
7 disabili su 10 sono senza lavoro!

Dall’ingerenza dell’elettronica alle barriere architettoniche e finanziarie sono numerosi gli elementi che impediscono la diffusione dell’occupazione tra le persone con handicap

In Italia sono più di seicentomila i disabili iscritti nelle liste di collocamento mirato, 400 mila soltanto al sud. Il loro tasso di disoccupazione sfiora il 70% contro quello ordinario del 5,6%. Tra la popolazione in età da lavoro (15-64 anni) il tasso di occupazione delle persone con disabilità, fisica o sensoriale, è del 18%, mentre quello dei “normodotati” si attesta al 54%.

SINDROME DI DOWN:

In Italia 1 bambino su 1200, ovvero quasi due bambini al giorno, nascono con la sindrome di Down, una condizione genetica caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più. La conseguenza di questa alterazione è una disabilità caratterizzata da un variabile grado di difficoltà nello sviluppo intellettivo, fisico e motorio. Grazie allo sviluppo della medicina e una maggiore attenzione della società, l'aspettativa e la qualità della vita delle persone con sindrome di Down è notevolmente migliorata e migliorerà ancora. Ad oggi nel nostro Paese le persone con sindrome di Down sono circa 38, di queste 23mila sono adulte.

ABUSI:

Centinaia di bambini disabili ogni giorno subiscono abusi che non riescono neppure a raccontare.

SCUOLA:

Circa 350.000 studenti italiani fra i 6 e i 19 anni (mediamente uno studente ogni classe di 20 alunni) soffrono di dislessia, causa frequente di abbandono scolastico e di correlati problemi di autostima e di motivazione all'apprendimento.

POVERTA':


Nell'Unione europea, 19 milioni di bambini vivono al di sotto della soglia di povertà. E non solo nei paesi poveri economicamente.

VITAMINE:

In gravidanza con la vitamina D il neonato viene protetto dalla sclerosi multipla. La ricerca condotta su 35794 donne, ha dimostrato che il rischio di sviluppare la sclerosi multipla è inferiore del 56% in coloro le cui madri hanno assunto almeno 4 bicchieri di latte al giorno durante la gestazione.

ALZHEIMER:

Uno studio effettuato dagli scienziati della Mont Sinai School of Medicine di New York, ha rilevato che una dieta salutare di tipo mediterraneo, con pochi grassi e molte verdure, frutta e pesce rallenta il progresso dell'Alzheimer. Una dieta ricca di carboidrati invece, ne aumenta il rischio.

IPERATTIVITA':

L'iperattività infantile si manifesta sempre più spesso nei bambini comparendo come conseguenza dell'ingresso nel mondo della socialità e della regola scolastica.
Il disturbo evidenzia la presenza di un carico di tensione mentale che non trova espressione a livello della parola e dello scambio simbolico, riversandosi apertamente nel campo dell'azione e del movimento.

Per capire meglio...Una serie di immagini che illustrano le voci appena citate....

Per capire meglio...Una serie di immagini che illustrano le voci appena citate....






Le verdure fanno bene ai grandi e ai piccini ;)


PSICOLOGIA

I CAPRICCI DEI BAMBINI

Il capriccio nelle sue varie forme quali piangere, gridare, lanciare oggetti o buttarsi a terra, viene spesso utilizzato dal bambino nel relazionarsi con gli adulti, per attirarne l’attenzione ed esprimere i propri desideri e bisogni. Al fine di accompagnare i piccoli nella crescita e aiutarli ad esprimersi in modo più sereno e socialmente più accettabile è fondamentale dargli dei limiti. Spesso il bambino ha semplicemente bisogno di sentirsi dire no, significa stabilire delle regole, dei limiti dandogli l’opportunità di risolvere la frustrazione che inevitabilmente gli provoca il conflitto con l’adulto al momento del capriccio.
Si consente così al bambino di acquisire la capacità di superare le difficoltà e di accrescere la fiducia in se stesso e nelle proprie risorse. Altre volte dire no, con dolcezza e fermezza, serve a contenere le sue emozioni che nel momento del capriccio possono diventare molto intense. Il bambino che non sa controllarsi è alla merce della sua emotività; pertanto, aiutarlo a tenersi entro dei confini gli consente di arginare questi sentimenti e permette di stabilire una relazione di fiducia e amore.Comunque, qualunque siano i capricci ed i no che si intendono stabilire, nel rapportarsi con il bambino capriccioso, è importante credere nei divieti che si stabiliscono senza cedere e rimanere coerenti per non generare confusione e insicurezza. Quando la nostra fermezza viene messa alla prova ricordiamoci che dire no non vuol dire essere cattivi ma accompagnare il bambino nella crescita.


BAMBINI VIZIATI, ADULTI VIOLENTI
Si sa che non è mai consigliabile viziare i figli, ma i genitori sanno che è difficile dire sempre di no. La cosa migliore è sempre la via di mezzo, ed oggi arriva anche la conferma da uno studio inglese.
Ecco le conclusioni:
chi viene viziato da piccolo, cioè coloro che ad ogni capriccio
l’avevano sempre vinta, presentavano dei comportamenti aggressivi più avanti nell’età. Il meccanismo è facilmente spiegato. Se un bambino sa che alla minima richiesta ottiene sempre ciò che vuole, quando diventerà grande, e non potrà più effettivamente soddisfare qualsiasi suo desiderio, verrà spinto ad avere un comportamento più aggressivo per ottenere ciò che vuole, ma stavolta non basteranno più i pianti. Il passo verso la violenza è breve, ed in molti, come lo studio ha dimostrato, ci possono cascare.

BAMBINO SCULACCIATO, ADULTO CON PROBLEMI
Schiaffi e sculaccioni non sono un buon sistema per educare i bambini e i ragazzi, a meno che non si vogliano avere adulti ritardati nello sviluppo cognitivo e con problemi di socialità. Non è una novità, ma uno studio recente condotto da un gruppo di ricercatori di cinque università americane
ha dimostrato quali siano gli effetti delle punizioni fisi­che sui bambini e sugli adolescenti.Chi viene educato sistematicamente con le punizioni corporali ha un ri­schio tre volte maggiore rispetto agli altri bambini di avere uno svilup­po psico-cognitivo rallentato e di diventare un adulto con problemi comportamentali e di socializzazione. La ricerca, che ha coinvolto 750 ragazzi e bambini di età compresa tra i 5 e i 16 anni, ha anche dimostra­to che queste conseguenze sono indipendenti dalle condizioni di vita dei bambini, come il livello di istruzione e di reddito, l’etnia di apparte­nenza e il sesso.

ADOLESCENZA:RICONOSCIAMO I DISAGI PRIMA DEI 12 ANNI.
Crisi, problemi , ‘complessi’ più o meno esagerati, reazioni a volte eccessive, umore altalenante, difficoltà a scuola o nella routine quotidiana? A 15/16 anni sono problemi dell’età si dice in famiglia e si pazienta in attesa che l’adolescente “cresca e capisca”… Invece non sempre è così e possono consolidarsi disturbi difficili poi da risolvere ma che più facilmente potevano essere curati prima che esplodessero. In genere si fa caso all’adolescenza (tutti sono un po’ matti, qualcuno lo è di più) ma si dimentica che tra i 12 e i 14 anni succedono molti fatti e proprio in questa fascia d’età cominciano problemi psichiatrici che emergeranno dopo ma si possono prevenire e qualcuno già curare.
disturbi di personalità riguardano l’1-2% degli adulti in genere. Occorre saper riconoscere quei segnali di disagio e quei comportamenti parafisiologici che in realtà possono rappresentare la prima espressione di un disturbo di personalità ancora fluttuante e non strutturato. La ricerca dimostra che diverse condizioni individuali (ritardi e disturbi cognitivi e di sviluppo, disturbi di regolazione del temperamento, disturbi dell’umore) e ambientali (abuso, trascuratezza)possono favorire l’insorgenza di disturbi di personalità nel bambino e nell’adolescente, che tendono a mantenersi stabili nel tempo.
Prevenzione primaria dunque come intervento tra il rischio e il disturbo. Già la noia è un indicatore importante: al di là di un livello accettabile suona l’allarme. Così la pigrizia, l’ansia troppo pesante, paure diffuse… per qualunque problema c’è una percentuale di bambini che sta un po’ peggio anche per altri motivi e minaccia di scompensarsi. Bisogna individuare chi sta slittando dal problema alla patologia e aiutarlo in tempo utile nelle sedi giuste, senza paura, sapendo che un intervento fatto 3 anni prima fa soffrire di meno, dura di meno e ha risultati maggiori.

da www.medicinalive.com

 





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